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 Il paesaggio e il silenzio
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| Eugenio Turri |
| pp. 256 |
| 2004 |
| Marsilio |
| Cod.8831784137c |
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| € 23,00 |
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La nostra società non pratica molto il silenzio. Viviamo nel rumore, assediati da fragori, sollecitati da ritmi di vita assordanti, come se ciò fosse un modo di dimenticare la nostra condizione umana. Ma se poi ci immergiamo, anche per brevi pause, nel silenzio, isolandoci nei luoghi di natura che stanno fuori dagli spazi del rumore, astraendoci in certo modo dal presente, dal quotidiano, scopriamo che il mondo che ci circonda, vive secondo il ritmo universale che riconduce ai misteri dello spazio e del tempo. E il paesaggio allora ci appare diverso da come lo si guarda nella luce cruda del quotidiano: tutto ci racconta che ciò che abbiamo davanti è il risultato di una sommersione continua di paesaggi anteriori, e che ogni loro forma assume una carica semiotica che ne fa un’orma, un ricordo del passato. Questo è il filo ideale o la metafora che regge questo libro, raccolta di brevi saggi che analizzano il paesaggio non dimenticando il ritmo che ne scandisce la formazione e il mutamento continuo. Un modo di guardare al paesaggio che rimanda ai comportamenti archetipi dell’uomo nella natura, venati dal senso religioso dell’agire umano, acquistando un senso diverso alla luce di quelle verità che il frastuono del nostro tempo sembra obliterare. Si riscoprono condizioni dimenticate e si fa una semiologia che serve a tutti coloro che progettano paesaggi, urbanisti, naturalisti, studiosi del campo fisico e umanistico, spesso dimentichi dei percorsi da cui derivano i paesaggi che abbiamo davanti; della caducità del nostro affannarci tra i fragori devastanti del vivere d’oggi, per alimentare un’etica e una diversa consapevolezza del nostro rapporto con la natura.
Eugenio Turri, veronese, geografo, è autore tra l’altro di Viaggio a Samarcanda (1963 nuova edizione Diabasis 2004), Antropologia del paesaggio (1974 e 1981), Semiologia del paesaggio italiano (1979 e 1990), Dentro il paesaggio: il territorio laboratorio (1982), Gli uomini delle tende (1983 e nuova edizione Bollati Boringhieri 2003), La via della seta (1983), Weekend nel Mesozoico (1992), Miracolo economico: dalla villa veneta al capannone industriale (1995), Il paesaggio degli uomini. La natura, la cultura, la storia (2003). Con Marsilio ha pubblicato Il paesaggio come teatro (1992) e La conoscenza del territorio (2003) e Il paesaggio e il silenzio (2004). Per anni è stato consulente per la pianificazione territoriale e paesistica alla Regione Lombardia e ha insegnato geografia del paesaggio alla facoltà di Architettura e Urbanistica del Politecnico di Milano.
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