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Al di là della montagna. Trilogia della montagna vol. I
Yashar Kemal 
pp. 375, 3 edizione, trad. di Antonella Passaro  
1996 
Giovanni Tranchida Editore 
Cod.8880031007b 
€   15,49
 
Gli abitanti di un intero villaggio si trasferiscono dall`alto dei monti del Tauro giù nella pianura sui campi di cotone, per impiegarsi come braccianti. Quando il vento solleva i cardi, allora per gli abitanti del villaggio isolato dal mondo su in alto sui monti del Tauro è giunto il momento di mettersi in marcia. Uomini, donne, bambini, vecchi, deboli e malati – nessuno viene lasciato indietro. Con tutti i loro averi, con figli, cavalli, pollame, asini, si trasferiscono in pianura, per impiegarsi come braccianti. Sui campi di cotone del latifondista vogliono guadagnare quanto è necessario per il pagamento dei debiti e per la sopravvivenza durante l`inverno rigido. Ma quest`anno il vecchio Halil non ce la fa più a piedi. Con la tenace e tirannica madre Meryemce lotta duramente per il posto sul barcollante ronzino di Ali il Lungo. Quando il cavallo crolla, il viaggio iniziato felicemente si trasforma in una traversata infernale attraverso una natura crudele e passioni arcaiche. Un mondo di miti e di sogni.

`Volevo dimostrare, che l`uomo non vive solo nel mondo reale che vede intorno a sé, che sfiora - ma anche e altrettanto nei propri sogni. Perché quando la vita conduce duramente l`essere umano verso il fondo, allora questi, per sopravvivere, deve creare un mondo dei miti e dei sogni.` (Yashar Kemal).

La Trilogia della montagna, che Yashar Kemal dedica all`epos contadino del villaggio di Yalak si struttura secondo un modello circolare, in cui l`estate, tempo della raccolta del cotone, dà l`inizio e la conclusione al ciclo narrativo. La suddivisione sembra modellata fedelmente sulla scansione del tempo tipica della cultura contadina dell`altipiano anatolico: da una parte l`estate, con la vera e propria migrazione di interi villaggi dalle montagne alla pianura per il lavoro stagionale della raccolta del cotone, e dall`altra l`inverno, periodo di quiete forzata e d`isolamento inevitabili a causa delle durissime condizioni climatiche dell`inverno della steppa, periodo di attesa e di fame, di progetti e di affabulazioni.

Yashar Kemal è nato nel 1922 a Hemite, un piccolo villaggio di 60 case nella provincia di Adana, nel sud della Turchia. La maggior parte degli abitanti di Hemite sono di origine turkmena, ma la famiglia di Yashar Kemal, madre curda e padre turco, è originaria della provincia più orientale di Van. Successivamente la famiglia è emigrata nella regione della Çukurova, la vasta estensione di piantagioni di cotone di Adana. Fu impiegato come bracciante nei campi di riso e di cotone, per un po` fu insegnante in una scuola, tornò poi all`agricoltura per lavorare su una trebbiatrice. Visse a Istanbul, impiegato presso la società del gas e infine fece ritorno al piccolo borgo di Kadirli dove, acquistata una macchina per scrivere, incominciò a guadagnarsi da vivere facendo da scrivano per la comunità. Nel 1950 fece di nuovo ritorno a Istanbul e, dopo un periodo particolarmente difficile, trovò finalmente lavoro come giornalista per il più importante quotidiano di Istanbul.
Oltre a essere il più importante scrittore turco di oggi, Yashar Kemal, è anche uno dei grandi scrittori del Novecento, finalmente riconosciuto tale con ampi riconoscimenti europei, soprattutto negli ultimi anni. E’ autore di un gran numero di opere di narrativa ed è stato più volte candidato al Premio Nobel.
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