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 Patagonia e Terra del fuoco: itinerari e trekking alla fine del mondo
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| Antonio Soto De Gil |
| pp. 352 |
| 2007 |
| Polaris |
| Cod.8860590094 |
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| € 27,00 |
€ 24,30  |
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Nonostante il crescente afflusso turistico, il paesaggio e la natura sono di poco cambiati dall’epoca delle prime esplorazioni e da quando Darwin visitò le regioni meridionali di Cile e Argentina nel viaggio sulla Beagle, ed ancora oggi in queste terre estreme ai confini del mondo si può assaporare il piacere dell’avventura e della scoperta. Le città distano tra loro centinaia di chilometri, e ancora la maggior parte delle case sono costruite in legno e lamiera ondulata; fuori dai centri abitati si estende lo spazio infinito della terra e del cielo e la solitudine dei rancho, nascosti tra il verde di alberi faticosamente piantati ad interrompere la piatta monotonia dei pascoli e con al lato la torre della preziosa pompa eolica. La diversa origine degli abitanti, discendenti dei protagonisti delle grandi emigrazioni europee tra la fine del secolo scorso e l’immediato dopoguerra e oggi anche da argentini delle province del nord in cerca di nuove opportunità, traspare dai menù dei ristoranti, dalle vetrine dei negozi, dall’architettura delle case e dall’aspetto fisico delle persone, per cui è facile distinguere l’inglese, dall’italiano, dal gallego, dal criollo,... in un poutpurri di culture, tradizioni e costumi che il tempo non è riuscito completamente ad amalgamare. Lungo la costa dell’Oceano Atlantico, sotto un cielo di un incredibile azzurro intenso e luminoso, ripidi acantilado e spiagge immense si alternano a disegnare insenature dalle acque trasparenti che accolgono isolate città portuali dove vengono imbarcati gli unici prodotti dell’economia patagonica: lana e carne; tutto il resto è un paradiso della natura, come Península Valdés, popolata da balene, orche, pinguini, elefanti marini e otarie. Sulla costa del Pacifico pioggia e vento tormentano isole, arcipelaghi, innumerevoli insenature, golfi, cale e fiordi, laghi e montagne senza nome, boschi e ghiacciai, località inaccessibili ed inesplorate, dove la natura regna sovrana e selvaggia, geloso custode di luoghi idilliaci. Avvolta da un alone di mistero, avventura e leggenda, la Tierra del Fuego appare come un gioiello incastonato dalla natura all’estremità del continente americano e decorato di una filigrana di isole e canali che invita ad emozionanti avventure tra i ghiacci fino al mitico Cabo de Hornos, ed in città come Punta Arenas e Ushuaia, porte d’accesso alle Torres del Paine, ai ghiacciai dello Hielo Continental e all’Antartide, il viaggiatore proverà l’incredibile sensazione di sentirsi alla Fine del Mondo!
Soto de Gil nato il 24 dicembre del 1963 a Rosario, in Argentina, da una famiglia di origine piemontese che ha argentinizzato il cognome originale Gilli in Gil, Antonio Soto è arrivato in Tierra del Fuego alla guida di un TIR durante la drammatica crisi economica del 1990. Innamoratosi dei luoghi, ha abbandonato l’attività di camionista per dedicarsi a una vita di vagabondaggio durata oltre dieci anni tra Ushuaia e il Canale di Beagle, i monti intorno a El Chaltén e i ghiacci dello Hielo Continental, lavorando come bracciante negli allevamenti di pecore della Patagonia e presso i rifugi andini, prima di tornare nella provincia natale a gestire l’estancia lasciatagli dal padre. |
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