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Montagne Motore di ricerca:

Le Grandi Alpi nella cartografia 1482-1885
Vol. II° Storia della cartografia alpina

Laura e Giorgio Aliprandi 
pp. 384, volume rilegato grande formato in cofanetto
15 EURO DI SCONTO  
2007 
Priuli & Verlucca Editori 
Cod.8880683773 
€   95,00
€   80,00 
Volume cartonato con sovraccoperta plastificata a colori, inserito in prestigioso cofanetto di fattura manuale formato cm 23,5x32, pp 384 con oltre 370 immagini.

Consulta un`anticipazione delle pagine del volume in .pdf al seguente indirizzo: http://www.priulieverlucca.it/Libri/44/906/Photogallery.asp

Monviso, Piccolo San Bernardo, Gran San Bernardo, Monte Bianco, Cervino, Monte Rosa e i Walser, Gran Paradiso.

Nel 2005 è stato pubblicato il primo dei due volumi della presente opera relativo alla storia della cartografia alpina, a cui è stato conferito nel 2006 il Premio Gambrinus-Mazzotti per la sezione montagna. Questo secondo volume tratta della cartografia antica settoriale delle Grandi Alpi e comprende lo studio dei vari massicci dal Monviso al Monte Rosa.
Questo secondo volume affronta la tematica della cartografia specialistica delle Alpi, prendendo in considerazione lo studio settoriale dei grandi massicci dal Monviso al Monte Rosa.
Per il Monviso, elemento cartografico caratteristico è il «Buco di Viso», primo traforo delle Alpi, terminato nel 1480. Questa galleria è raffigurata con immagini suggestive che ne fanno un unicum nella storia cartografica delle Alpi. Per i colli del Piccolo e del Gran San Bernardo, la cartografia dimostra come la loro importanza commerciale sia stata condizionata dagli eventi storici e documenta come i grandi colli lombardi – Sempione e Gottardo – abbiano spostato, a partire dal 1300, l’asse dei transiti per il Nord-Europa verso est, sminuendo l’importanza dei due colli storici valdostani. Il Monte Bianco ha una storia cartografica singolare in quanto, privo di colli importanti, viene individuato tardivamente dai cartografi con il nome attuale alla fine del 1700, mentre nel periodo successivo la sua presenza sulle carte è sempre più frequente. Per il Cervino si ripete la storia del Monte Bianco: dimenticato inizialmente dalla cartografia e confuso con il Monte Rosa o con il Colle del Teodulo, con il generico nome di Mons Silvius, solo all’inizio del 1700 venne scoperto dai cartografi che lo individuarono sulle mappe dandogli il nome attuale. Il Monte Rosa, dal punto di vista della cartografia storica, è forse il massiccio più interessante in quanto, sin dal Medioevo fu attraversato da numerosi itinerari che permettevano alle popolazioni del versante nord di comunicare facilmente con il versante sud. È il periodo delle migrazioni walser nelle valli a sud del Monte Rosa di cui la cartografia dà un’interessante testimonianza. Il gruppo del Gran Paradiso è stato il «gran dimenticato» dalla cartografia storica in quanto non era attraversato da importanti vie commerciali, non aveva importanza militare e confini internazionali e non rappresentava una zona interessante se non per la segnalazione delle miniere di ferro di Cogne. Il nome Gran Paradiso apparirà solo nel 1825 su una carta piemontese. Questo volume termina con l’elenco delle carte consultate (500) con le relative riproduzioni suddivise per nazioni e per gruppi montuosi. Questa catalogazione settoriale, che comprende anche alcune carte manoscritte, ha un fine pratico perché consente di individuare, tramite l’immagine riprodotta, le carte delle Grandi Alpi di cui non si abbiano elementi precisi di data e di autore.

E` possibile consultare un`anticipazione delle pagine del volume in .pdf al seguente indirizzo: http://www.priulieverlucca.it/Libri/44/906/Photogallery.asp

Giorgio Aliprandi è nato nel 1933 a Milano, dove risiede esercitando la professione di medico. Laura Tassi Aliprandi è nata a Milano, qualche anno dopo, ed è laureata in Farmacia. Da più di 30 anni studiano la storia della cartografia alpina a cui dedicano tutto il loro tempo libero. Nel 1974, in collaborazione con Massimo Pomella, hanno pubblicato con l’editore Priuli & Verlucca il volume, ormai esaurito e tuttora ricercato, dal titolo Le Grandi Alpi nella cartografia dei secoli passati 1482-1865, che è consultabile presso le più importanti biblioteche europee. Nel 1984 hanno collaborato con la Bibliothèque Nationale de Paris al catalogo dell’esposizione «Images de la montagne» con il saggio Le relief des Alpes sur la carte de Madama Reale réalisée par le cartographe G. T. Borgonio en 1680. Nel 2000 hanno organizzato come consulenti scientifici, su invito del Comune di Chamonix, una mostra ospitata presso il Museo Alpino sulla cartografia del Monte Bianco. In questa occasione hanno pubblicato un testo di accompagnamento all’esposizione «La découverte du Mont-Blanc par les cartographes 1515-1925» in cui viene descritta l’evoluzione nei secoli della cartografia del Monte Bianco. Sono autori anche di un volume Il Cervino e le sue stampe edito nel 1978, in cui sono state raccolte cronologicamente tutte le stampe del Cervino apparse dal 1823 al 1900, inizio dell’epoca fotografica. Hanno pubblicato inoltre lavori monografici sul ghiacciaio della Brenva e sulla frontiera italo-francese del Monte Bianco, e hanno approfondito lo studio sulle antiche vie di comunicazione tra le valli aostane del Monte Rosa e il Vallese, con particolare riguardo al colle del Teodulo e al Monte Moro. Sono collezionisti appassionati di libri di montagna e di antiche carte geografiche delle Alpi occidentali.

Vedi anche Le Grandi Alpi nella cartografia 1482-1885. Vol. I° Storia della cartografia alpina (Priuli & Verlucca Editori 2005)
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