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Fantasmi. Dispacci dalla Cambogia
Tiziano Terzani 
pp. 376 
2008 
Longanesi 
Cod.8830424418 
€   18,60
 
Tilacino.it - LONGANESI, TERZANI TIZIANO, FANTASMI. DISPACCI DALLA CAMBOGIA - Vendita Libri online - Libreria Online
Testimonianza unica di un Tiziano Terzani reporter, giovane ed entusiasta, interessato ai «fatti», che con stupore si avvicina a ogni dettaglio e crede ancora sia possibile influenzare la Storia, questo testo ricostruisce in presa diretta l’olocausto che trasformò il paese nel regno di un orrore onnipresente perché «l’orrore siamo noi». I suoi «dispacci» dalla Cambogia, per la prima volta raccolti in forma di libro (con uno scritto della moglie Angela Terzani Staude), ricostruiscono non solo la storia che ha trasformato un intero paese ma anche l’uomo che l’ha seguita per raccontarla. Da qui infatti prende corpo la svolta che lo porterà ad abbandonare ogni fiducia nell’ideologia, in cui pure aveva creduto, per iniziare un nuovo cammino di ricerca. Nella Cambogia – unico paese dell’Asia che aveva continuato a visitare per 25 anni – Terzani vedeva in piccolo la tragedia del mondo in grande. Fantasmi è dunque un testo imprescindibile per capire le ragioni che lo hanno spinto a voltare le spalle al mondo e cambiare direzione. «I cambogiani lo sanno da secoli: la vita è una ruota e la Storia non è progresso », ricordava già allora, prima che altre guerre di invasione e altre lotte fratricide conferissero un’eco per sempre attuale alle sue parole.

`Ed è inutile continuare a farsi delle illusioni su quello che dovrebbe essere, perché purtroppo la Storia non è così. Non avviene quello che è giusto che avenga, non avviene quello che è morale che avvenga. Avviene quello che le forze sul terreno di battaglia, le forze geopolitiche portano a realizzarsi.`

Tiziano Terzani nasce a Firenze nel 1938. Compiuti gli studi a Pisa, mette piede per la prima volta in Asia nel 1965, quando viene inviato in Giappone dall’Olivetti per tenere alcuni corsi aziendali. La decisione di esplorare, in tutte le sue dimensioni, il continente asiatico si realizza nel 1971, quando, ormai giornalista, si stabilisce a Singapore con la moglie (la scrittrice tedesca Angela Staude) e i due figli piccoli e comincia a collaborare con il settimanale tedesco «Der Spiegel» come corrispondente dall’Asia (una collaborazione trentennale, durante la quale Terzani scriverà anche per «la Repubblica», prima, e per il «Corriere della Sera», poi).
Nel 1973 pubblica il suo primo volume: Pelle di leopardo, dedicato alla guerra in Vietnam. Nel 1975, rimasto a Saigon insieme con pochi altri giornalisti, assiste alla presa del potere da parte dei comunisti, e da questa esperienza straordinaria ricava Giai Phong! La liberazione di Saigon, che viene tradotto in varie lingue e selezionato in America come «Book of the Month». Nel 1979, dopo quattro anni passati a Hong Kong, si trasferisce, sempre con la famiglia, a Pechino. Nel 1981 pubblica Holocaust in Kambodscha, frutto del viaggio a Phnom Penh compiuto subito dopo l’intervento vietnamita in Cambogia. Il lungo soggiorno in Cina si conclude nel 1984, quando Terzani viene arrestato per «attività controrivoluzionaria» e successivamente espulso. L’intensa esperienza cinese, e il suo drammatico epilogo, dà origine a La porta proibita (1985), pubblicato contemporaneamente in Italia, negli Stati Uniti e in Gran Bretagna.
Le tappe successive del vagabondaggio sono di nuovo Hong Kong, fino al 1985; Tokyo, fino al 1990 e poi Bangkok. Nell’agosto del 1991, mentre si trova in Siberia con una spedizione sovietico-cinese, apprende la notizia del golpe anti-Gorbacëv e decide di raggiungere Mosca. Il lungo viaggio diventerà poi Buonanotte, signor Lenin (1992), che rappresenta una fondamentale testimonianza in presa diretta del crollo dell’impero sovietico. Un posto particolare nella sua produzione occupa il libro successivo: Un indovino mi disse, che racconta di un anno (il 1993) vissuto svolgendo la «normale» attività di corrispondente dall’Asia senza mai prendere aerei. Dal 1994 è a Nuova Delhi e nel 1998 pubblica In Asia, un libro a metà tra reportage e racconto autobiografico, che traccia un vasto profilo degli eventi che hanno segnato la storia asiatica degli ultimi trent’anni. Nel marzo 2002 interviene nel dibattito seguito all’attentato terroristico di New York dell’11 settembre 2001, pubblicando le Lettere contro la guerra, e rientra in Italia per un intenso periodo di incontri, conferenze e dibattiti dedicati alla pace, prima di tornare nella località ai piedi dell’Himalaya dove da qualche anno passa la maggior parte del suo tempo. Due anni dopo pubblica Un altro giro di giostra, per raccontare il suo ultimo «viaggio»: quello attraverso la malattia e il mondo che la circonda. Muore a Orsigna, in provincia di Pistoia, nel luglio 2004. Nel 2006 esce da La fine è il mio inizio, il suo ultimo libro in cui «racconta» al figlio Folco di tutta una vita trascorsa a viaggiare per il mondo alla ricerca della verità.
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