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 La verità obliqua di Severino Casara
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| Alessandro Gogna e Italo Zandonella Callegher |
| pp. 336 di cui 48 di inserto fotografico a colori |
| 2009 |
| Priuli & Verlucca Editori |
| Cod.9788880684336 |
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| € 17,50 |
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Severino Casara dichiarò di aver effettuato da solo, il 3 settembre 1925, la prima ascensione degli Strapiombi Nord del Campanile di Val Montanaia. La vicenda, che tanto ha appassionato l’opinione pubblica alpinistica, ha comportato per il protagonista due «processi» e un’intera vita all’ombra del generale sospetto, se non della precisa condanna.
Se si prendono in considerazione solo i fatti storici, non si può arrivare a un verdetto definitivo, neppure nel 2009. Ma con gli occhi dell’interpretazione storica e con un’analisi avvincente e puntuale (e non solo oggettiva) dei fatti si può illuminare ulteriormente quella che si rivela essere sempre di più una «verità obliqua».
Alessandro Gogna. Alpinista di fama internazionale, da decenni opera nel campo dell`escursionismo e dell`alpinismo. È autore di numerosi testi in materia: tra gli altri, K2, in collaborazione con R. Messner; A piedi in Vatellina, in collaborazione con G. Miotti; Sentieri verticali; Mezzogiorno di pietra; Cento nuovi mattini. Si occupa di tutto ciò che possa promuovere una corretta educazione alla montagna e all`ambiente, ben consapevole dei delicati equilibri che regolano il rapporto tra frequentazione e conservazione della natura. Ha ideato e curato la collana `I grandi spazi delle Alpi` (Priuli & Verlucca, editori / Edizioni Melograno) e curato il volume Le Alpi 360°. Italo Zandonella Callegher è nato a Dosoledo di Comélico Superiore (Belluno) il 9 aprile 1938. Storico dell’alpinismo dolomitico, accademico e socio onorario del CAI, è stato direttore editoriale della stampa sociale del CAI per quindici anni e per trenta direttore editoriale della rivista Le Dolomiti Bellunesi. Dal 2003 al 2008 è stato presidente del TrentoFilmfestival. Ha al suo attivo centinaia di ascensioni classiche nelle Dolomiti, con una predilezione per le Dolomiti Bellunesi e diverse vie nuove e cime vergini, anche extraeuropee. Nei gruppi del Popèra e del Duranno ha esplorato ogni cima e valle, tracciando una quindicina di vie nuove di notevole difficoltà sia tecnica che psicologica. Nel Karakorum partecipa alla spedizione e alla prima assoluta del Latok I, 7151 m, salendo anche quattro cime vergini. Compie scalate nell’Alto Atlante (Africa settentrionale, prima solitaria del Clocheton), in Kenya, in Pamir (Asia centrale), in Ladak, nel gruppo degli Altaj (Siberia-Mongolia, una cima vergine), in Tien Shan (una cima vergine), sulle Ande cileno-argentine e peruviane. Ha scritto una trentina tra libri di montagna e guide, nonché numerosi saggi e articoli. Vanno ricordati: Diario alpinistico di Angelo Ursella (Antiga, 1973); Alta via degli Eroi (Tamari, 1975); 50 escursioni in Val di Piave (Tamari, 1977); Racconti della Val di Piave (Priuli&Verlucca, 1978); Massiccio del Grappa (Tamari Montagna, 1986); Dolomiti del Comélico e Sappada (Athesia, 1991); Dolomiti del Piave, (Athesia, 1991); Dolomiti, la provincia di Belluno (ed. Turismo Veneto, 1994); Dolomiti escursioni scelte (Panorama, 1995); Dolomiti (Panorama, 2001); I signori delle cime (Antiga, 2003); Alte vie delle Dolomiti n. 1-2-3-4-5-6-7-8 (ed. Amm. Prov. di Belluno, 2005); La valanga di Selvapiana (Corbaccio, 2008).
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