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Montagne Motore di ricerca:

I conquistatori dell`inutile
Lionel Terray 
pp. 352, coll. I Licheni, con fotografie in b/n 
2002 
Vivalda Editori 
Cod.8878081566 
€   19,50
 
"La mia vita è stata una lunga e delicata partita d’equilibrio tra l’azione gratuita, con la quale perseguivo l’ideale della mia gioventù, e una specie di rispettabile prostituzione con cui mi guadagnavo il pane quotidiano. Quale spirito volgare oserà sostenere che la prostituizione utile valga di più delle imprese gratuite?" Così scrive Lionel Terray tirando un primo bilancio della sua carriera di alpinista e guida alpina nelle prime pagine di questo libro emblematico e affascinante. Da quando è uscito da Gallimard nel 1961, è diventato un classico dell’alpinismo e il suo titolo una definizione proverbiale. Il valore dell’alpinismo dipende dalla sua gratuità. Questo è l’ideale adolescenziale che sorregge tutta l’attività di Terray e ne giustifica i rischi, i sacrifici, le illusioni, anche le delusioni. Un ideale che inevitabilmente si logora con la maturità, quando deve fare i conti con gli appetiti degli uomini, le meschinità, le invidie, i tradimenti.
Lionel Terray nato a Grenoble nel 1921 da famiglia borghese, negli anni giovanili si mette in luce come una promessa dello sci. All’inizio della seconda guerra mondiale compie il primo tirocinio alpinistico nelle file di Jeunesse et montagne, dove stringe amicizia con il marsigliese Gaston Rébuffat. Entrambi diverranno le prime guide cittadine accolte nella prestigiosa Compagnie des Guides. Combatte nella resistenza. Nel 1945 conosce Louis Lachenal. Insieme formeranno una cordata leggendaria, che sfida i più duri banchi di prova dell’anteguerra. Nel 1950 la spedizione all’Annapurna, il primo Ottomila conquistato, segna una svolta verso mete extraeuropee (Fitz Roy, Makalu, Chacraraju, Jannu). Muore nel 1965, precipitando con il collega Marc Martinetti su una falesia dell’amato Vercors, presso Grenoble.
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