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 Nel legno e nella pietra. Storie di piante, rocce e uomini
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| Mauro Corona |
| pp. 280, tascabile |
| 2005 |
| Mondadori |
| Cod.8804504641 |
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| € 8,80 |
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Con Nel legno e nella pietra Mauro Corona consegna ai suoi lettori il primo grande libro della sua vita. Novantatré storie, e un epilogo, legate tra loro da una inconfondibile voce narrante, danno vita a una sterminata epopea del Vajont dove lui, Mauro Corona, è protagonista e narratore. Una ridda di volti e personaggi che sembrano cavati nel legno e nella pietra, folli ed eroici, sobri e bevuti, ammiccanti tra boschi, dirupi montani e panche di osteria. Sono spaccapietre e carbonai, streghe e boscaioli, bracconieri e cacciatori: bevitori impenitenti, selvatici, violenti, ma facili alla commozione come fanciulli. Sono vecchie madri-coraggio, venditori ambulanti di ciotole, mestoli di legno, setacci e pale da forno; sono fantasmi benevoli e maligni, spiriti dei boschi che conoscono il linguaggio delle foglie e del vento, anime inquiete che popolano le valli, i burroni, gli scabri sentieri del Vajont.
C’è l’epica delle scalate impervie, vittorie e sconfitte annegate nel vino, esultanza e paura, scarogna e fortuna, chiodi, corde, piccozze, mente lucida e muscoli tesi ad abbracciare la roccia.
Per le pagine corrono, appaiate, la Vita e la Morte, entrambe figlie del Destino, la buffoneria e la tragicità, la malinconia e la baldoria, la dabbenaggine e la furbizia, la scabra quotidianità e i colori, spesso cupi, della leggenda. Attorno ci sono le foreste, il legno vivo degli alberi, l’occhio dei laghi alpini, i ghiacci, la neve, un bestiario onnipresente di uccelli, cani, capre, serpi, volpi, camosci, cervi, caprioli.
Il libro, poderoso, si chiude con la serie delle sedici Storie dei dannati di pietra che inizia epicamente così: Quando si avvicinava il giorno dei morti, sulla cava di marmo del Monte Buscada calava il silenzio dell’inverno. Tuttavia, perfino la vita infernale dei cavatori è illuminata da una speranza: scoprire, tra gli spaccati del marmo, gli occhi di pescecane, bolle solidificate come perle nere. Tra esse ce n’è una, ancora più preziosa, la perla di cielo, dal colore azzurro: una incalcolabile fortuna per chi la troverà, unica, come è unica, nella vita, la fortuna quando arriva. Il nocciolo duro del libro è una moralità semplice e aspra, che corrisponde al senso dell’onore, dove i vecchi maestri impartiscono vitali insegnamenti con antica sapienza.
Mauro Corona, nato nel 1950 a Erto (Pordenone), ha seguito fin da bambino il nonno paterno intagliatore in giro per i boschi. Nello stesso tempo, il padre cacciatore lo portava a conoscere le montagne della valle. Dal primo ha ereditato la passione per il legno, diventando uno degli scultori lignei più apprezzati d’Europa . Dal padre gli deriva l’amore per la montagna. Alpinista e arrampicatore fortissimo, Mauro Corona ha aperto trecento nuovi itinerari di roccia sulle Dolomiti d’Oltre-Piave, tutti di estrema difficoltà. Al libro d`esordio Il volo della martora (Cda&Vivalda, 1997), sono seguiti Le voci del bosco (1998), Finché il cuculo canta (1999), Gocce di resina (2001) e La montagna (2002), tutti pubblicati per l`editore friulano Biblioteca dell`Immagine. Per Mondadori ha pubblicato Nel legno e nella pietra (2003), Aspro e dolce (2004). Storie del bosco antico e L`ombra del bastone (2005). Vajont: quelli del dopo e Fantasmi di pietra (2006). Nel 2007 esce Cani, camosci, cuculi (e un corvo). Vive e lavora a Erto.
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